Nel corso del significativo convegno “Aldo Moro: la verità negata”, tenutosi nella storica Sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, la Democrazia Cristiana ha dimostrato ancora una volta il suo impegno verso la riscoperta e la valorizzazione della nostra storia nazionale e dei suoi protagonisti.
L’evento, organizzato e moderato da Luciano Marino, sindaco di Lercara Friddi, ha visto una partecipazione importante con oltre 150 presenti, è stato arricchito da numerosi interventi di grande rilievo. Tra questi, quello di Totò Cuffaro, segretario nazionale della Democrazia Cristiana (Guarda l’intervista di Cuffaro rilasciata a Italpress), quello della consigliera comunale di Palermo Viviana Raja e quello dello scrittore Gero Grassi (Guarda l’intervista allo scrittore Gero Grassi). Sono inoltre intervenuti il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno; il deputato Onorevole Carmelo Pace, il segretario provinciale della DC a Palermo, Santi Bellomare, e il segretario cittadino della DC, Giorgio Cipolla.
In questa occasione, la consigliera Viviana Raja ha tenuto un commovente discorso, arricchito dalla lettura di una lettera di Aldo Moro, offrendo a tutti i presenti un momento di profonda riflessione sulle idee e i valori portati avanti da questo importante statista italiano. Al termine del suo intervento, la consigliera ha dichiarato “Leggere le parole di Aldo Moro davanti a una sala così attenta e partecipe mi ha ricordato il peso e il valore della nostra storia comune, della lotta per la democrazia e dei principi di giustizia e solidarietà che dovrebbero sempre guidare il nostro agire politico. La figura di Moro, con la sua complessità e la sua tragica fine, ci ricorda che la lotta per i valori in cui crediamo richiede coraggio, determinazione e, soprattutto, un profondo senso di umanità. Come rappresentante eletto di questa comunità, mi impegno a portare avanti queste lezioni, lavorando per una Palermo che sia sempre più inclusiva, giusta e solidale, nel segno dei grandi insegnamenti che la nostra storia ci ha lasciato.”


Chi come me ha vissuto quegli anni bui ha compreso che la ragion di stato è stata sopraffatta dagli spregevoli interessi politico mafiosi. Aldo Moro, che apriva ad un compromesso storico, sequestrato e ucciso da una fazione politica che non poteva permettere una tale rivoluzione intellettuale e dall’altro lato della barricata lo statista veniva abbandonato da chi poteva ma non aveva alcun interesse a salvarlo…..